Dalla cura individuale alla salute collettiva
Nella mia pratica professionale, ho osservato come esistano matrici comuni di sofferenza che superano la storia del singolo soggetto e la sua sintomatologia. Ho identificato come pattern somatici, posture difensive, credenze e stati emotivi non siano solo l'esito di vissuti personali, ma rappresentino veri e propri adattamenti neurobiologici a condizionamenti sistemici e a una memoria collettiva legata alla storia del territorio.
Ho osservato come i silenzi, l’autosvalutazione, l’allerta costante e la rassegnazione non siano solo fatti individuali, ma memorie somatiche ereditate: risposte che si trasmettono di corpo in corpo e che abitiamo quasi senza accorgercene-
Sciùmare nasce per rispondere a questa evidenza clinica. Nasce dall’esigenza di portare la cura fuori dalle stanze private per incontrare la comunità, con la convinzione che per guarire profondamente non basti cambiare il proprio pensiero: serve rimettere in movimento il sistema nervoso, insieme agli altri. L'obiettivo è trasferire gli strumenti della regolazione neurofisiologica dal setting individuale allo spazio comunitario, intervenendo laddove la storia collettiva è diventata contrazione biologica e limitazione della capacità di azione.
Sciùmare è un ecosistema di azioni concrete che si muovono su tre binari paralleli:
Quello che troverete qui sotto è il Manifesto di Sciùmare. È la mia dichiarazione d'intenti, il mio impegno verso la comunità in cui vivo: un ponte tra la scienza del sistema nervoso e il desiderio di trasformazione sociale.
Perché tornare a scorrere è una scelta che possiamo fare solo insieme.
Sciùmare crede che il benessere dell’individuo sia indissolubile dalla salute del tessuto sociale. Il progetto nasce per abitare i conflitti e le potenzialità del nostro territorio, nella convinzione che ogni corpo porti in sé non solo una storia personale, ma una memoria collettiva che merita di essere ascoltata e liberata.
Sciùmare vede l’oppressione sistemica non come un concetto astratto, ma come una realtà biologica. Ispirandosi al lavoro di Resmaa Menakem, il progetto riconosce come le dinamiche di potere, le ingiustizie e i silenzi si sedimentino nel sistema nervoso sotto forma di automatismi e schemi difensivi ereditati. Sciùmare vede in queste risposte il tentativo di sopravvivenza di un’intera collettività: onorare questa funzione protettiva è la condizione necessaria per permettere a tali schemi di evolvere da automatismi reattivi a capacità di azione intenzionale.
Sciùmare opera attraverso le lenti della Psicoterapia Sensomotoria, della Teoria Polivagale e dell'Advocacy Somatica. Il progetto pone al centro la biologia della sicurezza e la co-regolazione: la guarigione non è un processo isolato, ma avviene nella relazione e nella comprensione dei codici culturali. Sciùmare pensa alla clinica come a un processo per riorganizzare le risposte del sistema nervoso, restituendo a ogni persona la propria sovranità somatica e la capacità di farsi testimone consapevole della propria verità corporea. Individua nei riti e nelle tradizioni tecnologie di co-regolazione somatica: attingere a queste radici permette di trasformare la memoria storica in risorsa attiva, favorendo il benessere e generando, come conseguenza naturale, una nuova identità non più definita dal trauma, ma dalla propria forza vitale.
Sciùmare non concepisce la cura in isolamento. Il progetto si fonda sulla necessità di far dialogare la clinica con le arti, la sociologia, la storia, l’antropologia e l’attivismo. Sciùmare crede che solo l’incontro tra il rigore della scienza e la pluralità di altri linguaggi possa decostruire gli autostereotipi e le narrazioni limitanti, offrendo nuove lenti creative per guardare a se stessi e alla propria comunità. È un progetto aperto alla contaminazione, nato per essere uno spazio di ricerca e scambio tra saperi diversi.
Sciùmare agisce per la giustizia somatica con l'obiettivo di trasformare immobilità e reattività in scelta consapevole, restituendo a ogni corpo la propria autonomia somatica e un ruolo attivo nella costruzione della comunità.
Dott.ssa Anna Rossi
Psicologa Psicoterapeuta a Reggio Calabria
Iscritta dal 2007 all’Albo degli Psicologi della Regione Calabria n. 1052
Laureata nel 2005 in Psicologia, indirizzo psicologia del Lavoro
P.I. 02638050803