Quando è tempo di Macarena

Dott.ssa Anna RossiPsicologa Psicoterapeuta a Reggio Calabria

Le ferite relazionali possono essere guarite solo all'interno di una relazione. A volte la relazione è quella terapeutica, altre è quella tra diverse parti del Sé.

Adriana è una giovane donna, lavoratrice instancabile e mamma di due bambini. In seduta è sempre determinata a non piangere, è una maestra nell'arte di trattenere.
Adriana si arrabbia quando qualche lacrima la tradisce e le scivola giù dagli occhi. Quelle volte si rivela rapidissima a recuperare la sua tipica espressione efficiente e disciplinata con la quale si scusa per non averla saputa trattenere quella lacrima.

Adriana ha dovuto imparare presto che non sono queste le cose importanti a cui dare spazio, che la tristezza è una cosa stupida quando la riguarda, che il suo compito è "funzionare". Si mostra severa con quella parte di sé che sente solitudine e abbandono. Quando questa emerge la lascia sola, ancora una volta lascia sola quella bambina che vorrebbe sentirsi importante e interessante per qualcuno ma che rinuncia a chiedere attenzione per non ricevere un umiliante rifiuto.

Da quando ha iniziato la terapia la vede quella bambina. Solitamente la rimprovera o la ignora, la considera "esagerata".
Oggi la incrocia nello spazio tra il "qui e ora" di una lacrima traditrice e il "lì e allora" di un parco giochi dove rimane in disparte dagli altri bambini che giocano. Riesce, Adriana adulta, a sintonizzarsi con lei, con quella sua espressione triste sul viso incorniciato da due piccole trecce color miele. La raggiunge in quel parco e riesce a dirle che sa come si sente, che capisce quanto sia doloroso sentirsi sgraditi e che le dispiace molto. Sorridono di tenerezza entrambe, l'adulta e la bambina. Si sentono più sicure adesso, una accanto all'altra. Una sicurezza che sospira e ammorbidisce. La bambina chiede ad Adriana di giocare con lei e Adriana accetta. È un gioco calmo, forse ancora un po’ trattenuto, rivelato da un corpo che rimane rannicchiato per non prendere troppo spazio. Come quello di un bambino che gioca con le sue costruzioni in un angolo appartato.

In quella vicinanza però si nutrono entrambe: la bambina, che riesce a sentire la cura su di sé, e l'adulta, che riesce a sintonizzarsi con la tristezza senza provare paura. Anche il corpo cambia. Adesso è gioia, energia, voglia di movimenti più ampi ed espressivi soprattutto nelle braccia e nelle gambe. Chiedo ad Adriana di rimanere con questa sensazione, di notare cosa emerge. Si prende qualche secondo di silenzio fuori per ascoltare meglio dentro. Poi alza la testa, mi guarda e sorride. "Mi è venuta in mente la macarena" mi dice.

 


Dott.ssa Anna Rossi
Psicologa Psicoterapeuta a Reggio Calabria

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Dott.ssa Anna Rossi
Psicologa Psicoterapeuta a Reggio Calabria

Iscritta dal 2007 all’Albo degli Psicologi della Regione Calabria n. 1052
Laureata nel 2005 in Psicologia, indirizzo psicologia del Lavoro
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