La Teoria Polivagale in psicoterapia

La Teoria Polivagale rappresenta una prospettiva nuova e innovativa attraverso cui comprendere il funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo e la sua relazione con le nostre esperienze emotive e relazionali. L’attività del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) è al centro della vita quotidiana di ciascuno di noi e denominatore comune dell’esperienza umana. Esso influisce in modo determinante sulla nostra percezione di sicurezza o pericolo, determinando di conseguenza le modalità attraverso le quali interagiamo con noi stessi, gli altri e l’ambiente.

Ideata da Stephen W. Porges, pioniere della ricerca sull’attività del Nervo Vago e sul suo ruolo nella regolazione delle risposte emotive e relazionali, la Teoria Polivagale permette di comprendere in che modo il trauma e le esperienze avverse possano bloccare lo sviluppo della capacità di regolazione del Sistema Nervoso Autonomo, intrappolandolo in pattern di protezione, e di conseguenza ostacolando la ricerca di connessione con gli altri. Allo stesso modo questa teoria permette di comprendere i modi in cui esperienze di sicurezza e connessione possano modellare il Sistema Nervoso Autonomo verso modalità di funzionamento più flessibili e orientate al benessere e alla guarigione.

Porges sottolinea come connettersi sia per l’essere umano un imperativo biologico: nel corso dell’evoluzione abbiamo imparato che, oltre all’attacco e alla fuga, poteva esserci d’aiuto la protezione degli altri esseri umani. Seppur programmati per la connessione, noi esseri umani conserviamo meccanismi di difesa più primitivi dal punto di vista evoluzionistico cui ricorriamo quando la co-regolazione non è possibile o pericolosa: in questi casi il nostro SNA ci allontana dagli scambi sociali o li rende conflittuali in funzione della nostra sopravvivenza.

In altri termini, quando viene rilevato un pericolo il nostro Sistema Nervoso Autonomo attiva in modo automatico le risposte difensive seguendo tre livelli (o stati) organizzati in modo gerarchico ed evolutisi nel corso della storia per consentire l’adattamento a diverse situazioni di pericolo o sicurezza:

  • SISTEMA VENTROVAGALE: in caso di pericolo promuove comportamenti di ingaggio sociale finalizzati ad invitare gli altri a connettersi con noi per offrire o ricevere supporto.
  • SISTEMA SIMPATICO: ci porta a reagire al pericolo con risposte attacco-fuga sostenute da modificazioni fisiologiche di iperarousal tra cui il rilascio di adrenalina.
  • SISTEMA DORSO VAGALE: risponde ai segnali di pericolo estremo con una risposta analgesica, spingendoci ad allontanarci dalla consapevolezza e dalla connessione verso uno stato protettivo di collasso. In questo stato ci sentiamo immobilizzati, intorpiditi, non presenti.

Il processo attraverso il quale rileviamo in ogni momento della nostra vita gli indizi di sicurezza, pericolo e minaccia provenienti dal nostro corpo, dall’ambiente circostante e dalle nostre relazioni con gli altri prende il nome di neurocezione ed opera al di fuori della consapevolezza. Le esperienze pregresse calibrano la nostra neurocezione su modalità di risposta specifiche: se modellata all’interno di un ambiente sicuro, la nostra neurocezione potrà essere molto accurata nel distinguere segnali di sicurezza da segnali di pericolo; viceversa risulterà polarizzata verso modalità protettive di sopravvivenza e produrrà discrepanze tra stato autonomico ed effettiva presenza di minacce.

La Teoria Polivagale offre un quadro teorico prezioso per comprendere le dinamiche emotive e relazionali dei pazienti in terapia. Integrare questa prospettiva nella pratica clinica può offrire numerosi vantaggi, tra cui:

  • aiutare il paziente a comprendere le modalità attraverso cui risponde allo stress e alla minaccia, portando consapevolezza nella neurocezione;
  • consentire al paziente di dare significato a esperienze o comportamenti spesso vissuti con vergogna, riconoscendone il valore di sopravvivenza;
  • sviluppare interventi terapeutici personalizzati che tengano conto delle esigenze specifiche del paziente e dello stato attuale del suo Sistema Nervoso Autonomo attraverso una analisi delle risposte emotive in diverse situazioni e la valutazione del livello e delle strategie di regolazione emotiva;
  • fornire al paziente competenze di regolazione emotiva per bilanciare i diversi stati del Sistema Nervoso Autonomico, rendere più flessibile la risposta autonomica e promuovere una maggiore sensazione di sicurezza, connessione e benessere;
  • incoraggiare esperienze relazionali positive durante la terapia, contribuendo a rafforzare il rapporto terapeutico e migliorare i risultati del trattamento.

Per saperne di più
polyvagalinstitute.org


Dott.ssa Anna Rossi
Psicologa Psicoterapeuta a Reggio Calabria

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Dott.ssa Anna Rossi
Psicologa Psicoterapeuta a Reggio Calabria

Iscritta dal 2007 all’Albo degli Psicologi della Regione Calabria n. 1052
Laureata nel 2005 in Psicologia, indirizzo psicologia del Lavoro
P.I. 02638050803